Il telefonino compie 25 anni PDF Stampa E-mail
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Scritto da Kyuzo   
mercoledì 15 ottobre 2008

Fonte: Punto-informatico

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Nel 1983 costa 3995 dollari, pesa un chilo e viene soprannominato The Brick, il mattone. È l'ultimo ritrovato della tecnologia delle comunicazioni, perché è il primo telefono cellulare prodotto in serie. L'apparecchio, destinato a fare e a riscrivere la storia della telefonia, si chiama DynaTAC 8000X e porta il marchio di Motorola.

 

Oggi il mondo connesso è abituato a vedere ed utilizzare telefonini e smartphone che hanno più funzioni di un coltellino svizzero, un robot da cucina, una macchina da caffé e un impianto multimediale messi insieme. Con il DynaTAC del 1983 si potevano fare solo due cose: telefonare e rispondere. Ed era già una possibilità rivoluzionaria, dato che fino ad allora l'apparecchio mobile più diffuso era il cosiddetto telefono veicolare installato nelle auto (seguito poi da alcuni modelli, definiti trasportabili, corredati di un'ingombrante valigetta).

Per il progetto sfociato nel DynaTAC 8000X Motorola investì 15 anni di sviluppo e 100 milioni di dollari. Il risultato fu appunto quella "mattonella" che non era esattamente alla portata di tutte le tasche: oltre al costo di acquisto, infatti, era richiesto un canone mensile di 50 dollari. Le telefonate mobili costavano 40 centesimi di dollaro al minuto in fascia oraria diurna e 24 cent al minuto nella fascia serale/notturna. Il primo mattone status symbol della storia.

 

25 anni dopo la situazione è radicalmente cambiata: il telefonino è un apparecchio alla portata di tutti (in Italia ad esempio esistono 1,5 cellulari per utente) e neppure gli smartphone tuttofare che navigano in WiFi o in HSDPA possono più essere considerati degli status symbol. La business unit che si occupa dei cellulari Motorola non naviga in buone acque, il leader del mercato globale è quella Nokia che nel 1983 produceva strumenti di commutazione, televisori, computer MikroMikko e iniziava ad avventurarsi nel campo della telefonia mobile. Nel 2008 l'oggetto del desiderio si chiama iPhone, uno smartphone privo di tastiera con display touchscreen e funzionalità multimediali prodotto da quella Apple che un quarto di secolo fa presentava il computer Lisa). E ai telefonini non pensava neppure.

 
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