Piccoli e risparmiosi, ecco gli Atom
Scritto da Administrator   
mercoledì 02 aprile 2008

Fonte: Repubblica Mercoledi, 2 Aprile 2008

 

Il colosso Usa Intel ha presentato a Shanghai cinque nuovi modelli di microprocessori destinati ai nuovi dispositivi ad alta portabilità

 

Image 

 

PICCOLI, ma molto piccoli. E soprattutto in grado di consumare poca energia, quanto basta per connettersi al web, farci navigare e tutto quello che normalmente facciamo con un mini-pc. In sostanza, l'ideale per tutti quei dispositivi (computer, smartphone, lettori digitali) che necessitano di un compromesso estremo tra funzionalità e consumo di energia. Sono gli Atom, i microprocesori che l'Intel ha presentato oggi a Shanghai, in Cina.

 

Si tratta di microprocessori pensati in particolare per quegli apparecchi portatili - palmari e computer ultraleggeri di ultima generazione con accesso a internet. Gli Atom - che arrivano a una potenza di 1,86 gigahertz - devono la loro estrema adattabilità al chip System Controller Hub, che consente ad apparecchi che stanno nel palmo di una mano di aver prestazioni simili a quelle che si possano avere su un computer da tavolo mantenendo una lunga durata delle batterie. E quindi: dispositivi capaci di grafica 3D, di alta definizione a 720p e 1080i e di comunicazione di alta velocità per i dati.

Il colosso americano dell'informatica assicura che si tratta dei microprocessori più veloci disponibili sul mercato, naturalmentre tra quelli che consumano meno di 3 watt di potenza. Tanto per avere un'idea, il consumo di questi nuovi chip varia tra 0,65 e 2,4 watt, mentre per un computer portatile tradizionale normalmente si viaggia sui 35 watt.

"La crescita globale di internet continua", ha detto Anand Chandrasekher, che dirige la divisione Ultra Mobility di Intel. "Il miglior modo per navigare su internet rimane il pc, ma gli utenti vogliono poterlo fare anche quando sono in giro". Chandrasekher ha detto che 20 fra i principali produttori di elettronica hanno già in programma di adottare il nuovo chip nei loro apparecchi. Insomma, sembra che tutti si siano messi in fila per il chip adatto a dispositivi che si collocano tra lo smartphone e il computer. Il mercato ci dirà se avranno avuto ragione.